lunedì 28 luglio 2008

(Extra)ordinary daily routine -Rachel Gannon

E' la sezione che riguarda la città in un giorno qualunque, vista e vissuta nella sua folle quotidianità. Una "daily routine" pazza e surreale. L'elemento costante e protagonista, che accomuna le parti e lega le storie, è la pioggia. Riflessione di partenza: la pioggia a volte rallenta il tempo, ferma i movimenti; altre volte fa al contrario fa diventare le cose più rapide. Abbiamo raccolto piccole scene e suggestioni liberamente ispirate a immagini della città, a stereotipi e sogni. La sezione, come ogni altra, sarà preceduta da una tavola di Oscar Sabini, che conterrà alcuni dettagli che richiamano il contenuto del tuo capitolo.

Succede sempre così, ogni volta la stessa storia. Arrivavo io e loro iniziavano a correre qua e là. C'è chi rallenta e si ferma anche a guardare, c'è chi invece corre, si affretta, scappa via. Quando piove, le persone e le città cominciano a muoversi con un ritmo diverso...

1. FRIGO (scena casalinga, punto di partenza della giornata e della quotidianità)
Si accorse che era in ritardo e dopo aver indossato il suo impermeabile blu corse verso la porta di casa. Ma aprì quella dell frigo, che dava direttamente sul parco, e lì, tra una latta di pomodori e un avanzo di fish (le chips erano già finite a pranzo) recuperò l'ombrello e uscì. Era tra gli alberi e le panchine del parco che di solito, in giornate piovose come questa, incontrava tutti gli altri. Arrivavano lì uno dopo l'altro, ognuno con un ombrello e una tazza vuota in mano.

2. TE' (scena nel parco)
Come sempre si davano appuntamento alla panchina, dietro la terza quercia del parco. Arrivavano da ogni direzione, ognuno con una tazza e un fiore o un frutto in mano. Lasciavano che la pioggia piovesse nelle tazze da tè, che i fiori e i frutti profumassero quella strana tisana e intanto si gustavano lo spettacolo della pioggia seduti lì, lasciandosi inzuppare e sorseggiando lenti il loro piovoso tè in quella sala incredibilmente grande in cui le fronde erano tetto e le panchine erano poltrone.

3. BOMBETTE (scena di esterno, città)
Loro, invece, nemmeno se ne accorgevano, della pioggia scrosciante lassù, intenti com'erano a correre da un ufficio all'altro, noncuranti dell'acqua che scendeva su di loro. Ma una viola era sbucata dalla bombetta di Mr. Smith, una margherita germogliata sul cappello di Mr Raymond, e alla signora Mooney un bizzarro ciclamino era sbocciato tra i capelli. (i completi grigi diventano gessati causa righe della pioggia)

4. TROTTOLE (scena di esterno 2, città)
C'è anche chi, invece del cappello, usa l'ombrello e se ne va in giro sfidando i nuvoloni coperto da queste strane trottole di stoffe e ferro sulla testa. Così sono gli ombrelli visti dall'alto nient'altro che trottole con cui la pioggia, quando ha voglia di piovere, si mette a giocare.
Ed è così che inizia la strana danza degli ombrelli, tutti gli omini a farli girare per il manico e la pioggia divertita a saltarci sopra e in mezzo.

5. MUSICA DELLA PIOGGIA (scena di esterno 3, città)
Uno degli ombrelli danzanti all'improvviso prende il volo, come fosse una piccola elica o un uccello con il becco e la coda. Sale un po', si gira, scende fino ad appoggiarsi su una finestra. Allora le gocce cominciano a entrare in casa e a riempire la bacinella gialla posata sul pavimento e un pesce rosso ci salta dentro per nuotare un po'. E intanto le gocce ticchettano senza sosta, in sintonia perfetta con la pendola appesa al muro. Miss Gannon, mentre si prepara per la serata inizia a danzare.

6. FORME DELLE NUVOLE
Mr Bly si sentiva meno solo nei giorni così grigi. Nelle sue solitarie passeggiate incontrava persone sempre nuove, erano lassù, poco più in alto di lui. A volte lo seguivano, altre volte fuggivano via silenziose, come se qualcuno le stesse spingendo più in là. Si fermava a chiacchierare con quegli amici fatti di materia impalpabile, nuvole veloci che prendevano le forme che più gli paicevano...

7. autobus a due piani che corre nel traffico e il piano sopra scoperto diventa piscina.

1 commento:

oscar sabini ha detto...

...that's are my favorite story! really nice!
oscar