E' la sezione che riguarda la città in un giorno qualunque, vista e vissuta nella sua folle quotidianità.
Succede sempre così, ogni volta la stessa storia. Arrivavo io e loro iniziavano a correre qua e là.
1. FRIGO (scena casalinga, punto di partenza della giornata e della quotidianità)
Si accorse che era in ritardo e dopo aver indossato il suo impermeabile blu corse verso la porta di casa. Ma aprì quella dell frigo, che dava direttamente sul parco, e lì, tra una latta di pomodori e un avanzo di fish (le chips erano già finite a pranzo) recuperò l'ombrello e uscì. Era tra gli alberi e le panchine del parco che di solito, in giornate piovose come questa, incontrava tutti gli altri. Arrivavano lì uno dopo l'altro, ognuno con un ombrello e una tazza vuota in mano.
Come sempre si davano appuntamento alla panchina, dietro la terza quercia del parco. Arrivavano da ogni direzione, ognuno con una tazza e un fiore o un frutto in mano. Lasciavano che la pioggia piovesse nelle tazze da tè, che i fiori e i frutti profumassero quella strana tisana e intanto si gustavano lo spettacolo della pioggia seduti lì, lasciandosi inzuppare e sorseggiando lenti il loro piovoso tè in quella sala incredibilmente grande in cui le fronde erano tetto e le panchine erano poltrone.
Loro, invece, nemmeno se ne accorgevano, della pioggia scrosciante lassù, intenti com'erano a correre da un ufficio all'altro, noncuranti dell'acqua che scendeva su di loro. Ma una viola era sbucata dalla bombetta di Mr. Smith, una margherita germogliata sul cappello di Mr Raymond, e alla signora Mooney un bizzarro ciclamino era sbocciato tra i capelli.
C'è anche chi, invece del cappello, usa l'ombrello e se ne va in giro sfidando i nuvoloni coperto da queste strane trottole di stoffe e ferro sulla testa. Così sono gli ombrelli visti dall'alto nient'altro che trottole con cui la pioggia, quando ha voglia di piovere, si mette a giocare.
Ed è così che inizia la strana danza degli ombrelli, tutti gli omini a farli girare per il manico e la pioggia divertita a saltarci sopra e in mezzo.
Uno degli ombrelli danzanti all'improvviso prende il volo, come fosse una piccola elica o un uccello con il becco e la coda. Sale un po', si gira, scende fino ad appoggiarsi su una finestra. Allora le gocce cominciano a entrare in casa e a riempire la bacinella gialla posata sul pavimento e un pesce rosso ci salta dentro per nuotare un po'. E intanto le gocce ticchettano senza sosta, in sintonia perfetta con la pendola appesa al muro. Miss Gannon, mentre si prepara per la serata inizia a danzare.
Mr Bly si sentiva meno solo nei giorni così grigi. Nelle sue solitarie passeggiate incontrava persone sempre nuove, erano lassù, poco più in alto di lui. A volte lo seguivano, altre volte fuggivano via silenziose, come se qualcuno le stesse spingendo più in là. Si fermava a chiacchierare con quegli amici fatti di materia impalpabile, nuvole veloci che prendevano le forme che più gli paicevano...
1 commento:
...that's are my favorite story! really nice!
oscar
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